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Riflessione 18 04 2020

Emergenza Corona Virus > Aprile 2020

Riflessione del 18 04 2020 SABATO FRA OTTAVA DI PASQUA

Vangelo Sabato fra l'Ottava di Pasqua Mc 16,9-15
Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo.

Il brano del Vangelo di oggi è tratto dal Vangelo secondo Marco. Per noi vuole essere una breve sintesi dei vangeli che in questa settimana abbiamo meditato. Se ieri eravamo in presenza dell’epilogo giovanneo, oggi siamo in presenza dell’appendice marciana. Diverse sono le tradizioni che possiamo cogliere dalla letture dei testi, come abbiamo visto in questa settimana. Il brano in questione è una sintesi di quelli che in questa settimana abbiamo proclamato e meditato. In Matteo, abbiamo colto gli elementi apocalittici che fanno da sfondo alla risurrezione di Cristo: l’angelo, il terremoto, la rimozione della pietra dal sepolcro, lo spavento della guardie. In Luca abbiamo visto un quadro abbastanza armonico del racconto delle risurrezione, dove la comunità di Gerusalemme è il punto di riferimento principale della fede nel Risorto. Il racconto di Giovanni rappresenta, invece, il nucleo originale del racconto, dato che Maria Maddalena compare in tutte e quattro i Vangeli.

Maria di Magdala viene presentata con le stesse caratteristiche con le quale ce la presenta Luca, ossia come la donna dalla quale Gesù aveva scacciato sette demoni (cfr. Lc 8,2). La complessità di capire il brano in questione è data per lo più dalla sezione che lo precede, dove leggiamo che passato il sabato Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo, e Salome erano andati al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. Ma giunte al sepolcro un giovane con la veste bianca, seduto sulla destra del sepolcro annunzia loro che Gesù è risorto e non è qui v. 16,6. Le donne prese di spavento e di stupore non dicono niente a nessuno.

Nel brano di oggi invece abbiamo che Gesù per prima appare a Maria di Magdala v. 9 (cfr. Gv 20, 11-18; Mt 28,-10). Successivamente appare a due uomini mentre erano in cammino verso la campagna v.12 (cfr. Lc 24, 13-35). E alla fine, apparve agli undici v. 14 (cfr. Lc 24, 36-49; Gv 20,1-23; 1Cor 15,5). Da questi confronti capiamo come, più che divergenze nei racconti, abbiamo una fede comune nell’evento della risurrezione che viene raccontata nei vari testi. I racconti per quanto semplici e a volte discordati fra loro, non possono essere ridotti al racconto storico secondo i criteri scientifici che oggi noi intendiamo. La risurrezione di Cristo non è riducibile, neppure, alla mera leggenda, perché la fede cristiana ne risulterebbe priva di senso, ma nemmeno si può considerare come fenomeno empirico, che finirebbe per dirci solo che un uomo è tornato in vita.

La risurrezione di Cristo invece è posta al centro della fede cristiana, come l’evento centrale con tutta la sua complessità, e come tale deve essere oggetto della nostra esperienza, poiché è un evento reale e di fede che oltrepassa la storia e ci proietta nel già e nel non ancora. Le apparizioni che in questa settimana abbiamo meditato ci dicono questo, le donne, i discepoli, gli undici e Pietro per primo hanno fatto questa esperienza che è coinvolgente e per questo si concludono con l’esortazione di andare per il mondo a proclamare la buona notizia e a battezzare.

Il battesimo diventa la porta per essere coinvolti nell’esperienza di fede del Cristo morto e gloriosamente risorto. La Parola di Dio annunciata e accolta, suscita in noi il desiderio di conversione che scaturisce nel desiderio del battesimo (At 8,36), che ci inserisce nella relazione del Padre con il Figlio e viceversa, e in questo senso che possiamo dirci veramente uomini nuovi.

(don Emanuele Spano')


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