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Rito Romano sulla forma straordinaria
In conformità al Motu Proprio "Summorum Pontificium" di Sua Santità Benedetto XVI, nella Parrocchia di San Basilio si celebra la Domenica alle ore 12:00 la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano in lingua latina. Come scrive a riguardo il Papa nella lettera ai Vescovi con la quale accompagna il Motu Proprio: "Non c'è nessuna contraddizione tra l'una e l'altra edizione del Missale Romanum. Nella storia della Liturgia c'è crescita e pregresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande e non può essere improvvisamente del tutto proibito o addirittura giudicato dannoso”. L’articolo 1 del Motu Proprio Summorum Pontificium cosi recita: Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è la espressione ordinaria della “lex orandi” (“legge della preghiera”) della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da san Pio V e nuovamente edito dal beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa “lex orandi” e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico. Queste due espressioni della “lex orandi” della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella “lex credendi” (“legge della fede”) della Chiesa; sono infatti due usi dell’unico rito romano. Perciò è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal beato Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della liturgia della Chiesa.