DonSty… è stato un piacere

DonSty… è stato un piacere

Sebbene dal punto di vista formale dovremmo chiamarti Eccellenza Reverendissima, la familiarità creata negli anni prevale.

Un sacerdote che diventa vescovo non cancella la sua storia precedente.

Per questo, carissimo DonSty, permettici ancora una volta di chiamarti così, con questa abbreviazione a noi tanto cara. La tristezza che proviamo in questo momento è illuminata dalla consapevolezza che, nella fede, le relazioni coltivate in Cristo non si spezzano con la distanza.

Ognuno di noi ti ha conosciuto e vissuto a modo suo, a volte anche in conflitto con le tue ragioni o con il tuo modo di fare, comunque portandoti sempre tanto affetto. Siamo grati a Dio per averti messo sul nostro cammino come padre, fratello e guida.

Oggi, mentre osserviamo questo lungo percorso durato 16 anni nelle strade del nostro quartiere, il nostro cuore si apre al rendimento di grazie.

Grazie per la tua dedizione instancabile, spesso silenziosa e nascosta, nel servizio quotidiano alla nostra comunità; grazie per la tua parola chiara e paterna che sa illuminare e accompagnare le nostre gioie e le nostre fatiche; grazie per il tuo stile pastorale, radicato nella misericordia, attento agli ultimi, proteso alla comunione fraterna, ai giovani, alle associazioni, ai poveri e agli emarginati, ad ogni persona bisognosa di consiglio, di una parola buona, mantenendo sempre un atteggiamento aperto all’ascolto.

Grazie per la tua risata calorosa e coinvolgente, grazie per i tuoi abbracci.

Grazie per i tuoi “ciao figlia, ciao figlio” che ci hanno fatto sempre sentire accolti.

Grazie per le tue omelie teneramente ammonitive, anche se a volte un po’ lunghe!

Grazie perché, con la tua semplicità e perseveranza non ci hai mai mollato. Il tuo ministero è stato, e continua ad essere, un invito costante a riscoprire la bellezza del Vangelo, con l’amore che solo il cuore di un autentico pastore riesce a comunicare. Non hai mai fatto cadere nel vuoto una richiesta di aiuto anche quando la stanchezza era tanta. Hai saputo rendere presente in mezzo a noi la figura del Maestro che non abbandona i suoi amici.

Grazie Don: la comunità riconosce il dono della vocazione e la preziosa presenza di un pastore che si è fatto prossimo; e ciò che ci unisce è l’amore verso di te. Nel ringraziare il Signore per il dono che rappresenti per la nostra comunità, affidiamo alla materna intercessione della Vergine Immacolata il sicuro prosieguo del tuo servizio episcopale. Tutti noi preghiamo affinché il Signore ti colmi di ogni Sua benedizione e lo Spirito Santo continui a sostenerti con i suoi doni di sapienza, consiglio e fortezza. Fin da questo momento ti accompagniamo con la nostra preghiera e ti assicuriamo che ti seguiremo nel tuo servizio episcopale con la fede che ci anima, la comunione di grazia che il Signore non si stanca mai di elargire, e con l’affetto di un’amicizia profonda e duratura. E anche se a noi oggi sembra di perderti, la Chiesa ha acquisito un degno successore degli apostoli.

Questi sono gli auguri che ci orientano a dire grazie a te, ma soprattutto grazie a Dio perché riconosciamo Lui all’origine della tua vita e della tua vocazione.

Ti vogliamo bene!

E come ti è consueto dire quando si spengono le luci: è stato un piacere!