Nella vicenda di Giuseppe risuona la chiamata alla fraternità che ha illuminato il nostro campo. Nell’ultima settimana di luglio, come Giovani in Comunione abbiamo vissuto giorni di preghiera e fraternità.
Le passeggiate nella natura del Trentino (eravamo a Sant’Antonio di Mavignola, vicino a Madonna di Campiglio) — tra boschi silenziosi, sentieri luminosi e panorami meravigliosi — sono state occasione di riflessione, gratitudine e meraviglia.
In questo clima di serenità, abbiamo condiviso gesti semplici e profondi: il sostegno reciproco, l’ascolto attento, la gioia di costruire legami autentici.
Ogni momento, dal silenzio della preghiera alle risate durante le attività, ha rafforzato il senso di appartenenza alla comunità. Come Giuseppe, abbiamo scoperto che la vita si custodisce insieme: nella fiducia reciproca, nella cura e nell’ascolto dell’altro.
Il campo è stato un tempo di grazia, in cui come comunità giovanile abbiamo riscoperto la bellezza dell’essere fratelli, camminando uniti nella fede e nella speranza.



